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Per “origini” intendo quei processi che hanno provocato la nascita della mia passione per l'agonismo.
Generalmente si pensa che ogni uomo abbia nel suo DNA l'istinto primordiale alla competizione per la conquista di un territorio, di una femmina o quant'altro, al contrario conosco una grandissima quantità di persone coetanee ma soprattutto delle generazioni successive alla mia che detestano o rifuggono qualsiasi tipo di competizione sia nello sport che nella vita.
Da qui la mia analisi e ricerca sulle cause che hanno fatto nascere in me questa passione per la competizione.
Da piccolo ero abbastanza timoroso e prudente quindi non posso affermare che questa passione per gli sport e per la competizione sia innata.
Ne deriva che il tutto è venuto dopo.
Durante la mia infanzia sono stato costretto da mio padre a praticare sport come lo sci alpino, il tennis e lo sci nautico perché erano gli sport che praticava lui.
Ho sempre fatto tutto più per far piacere a lui che per una mia diretta scelta.
Tuttavia, stando vicino a mio padre e vedendolo sempre competere, ho imparato a tifare e a divertirmi nell'osservare le competizioni degli altri.
Nel 1953, esattamente 50 anni fa, ho partecipato alla mia prima gara di sci.
Con il passare degli anni, la mia passione per le competizioni si concretizzava sempre di piu' anche grazie alla mia voglia di attirare l'attenzione dalle ragazzine e di dimostrare le mie capacità ai compagni più alti e più vecchi di me.
Fu così che non perdetti occasione per sfidare i miei coetanei in ogni tipo di attività sportiva, dalla corsa al salto, dal tennis al bob.
Si trattava di sfide più che di gare ma questo diventò presto una necessita' ed uno stile di vita.
Le sfide e le gare continuarono nello sci alpino, nello sci nautico e nella vela fino alla maggiore età poi cominciarono le competizioni negli sport motoristici.
Se a suo tempo mi arrabbiavo quando mio padre mi iscriveva ad una gara senza chiedermelo prima o mi costringeva a praticare gli sport che piacevano a lui, oggi devo riconoscere che non finirei mai di ringraziarlo per tutto quello ha fatto per me e per le mie passioni.
Grazie papà

Papà dopo un'ennesima vittoria nella massima classe fuoribordo turismo catamarani del 1963, anno in cui vinse il Campionato Italiano.
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